Confini & Al mio amico Dorian

23.01.2021

Di Alessio Di Cerchio


Confini.


Guardo più in là,
Oltre ciò che possa vedere,
Per accorgermi che
Non mi è dato sapere
Cosa ci sia oltre il sole,
Oltre l'orizzonte che delinea il mare.

Allora rinuncio a vedere
E mi accontento di ciò che posso toccare
E mi rattristo per ciò che non posso
Più toccare,
Le tue mani
E i tuoi capelli.

E mi rattristo per ciò che non posso dimenticare,
Le serate insieme
E il tuo volto.

Dunque cosa resta?
I confini
Che mi ricordano di essere mortale,
ricordi
Che non posso dimenticare
E mani
che non posso più toccare.

**

Al mio amico Dorian.


Vieni, siediti al mio fianco
ti racconto una storia.
Vedi quel prato? I fiori che germogliano?
Sono i doni dal mondo
al cospetto di Dio.
Osserva. Il sole tramonta
Ed è il più amato.
Dorian, i momenti più belli
sono quelli in cui ci sei senza accorgertene,
perché sei sospeso tra lo stupore e l'ingenuità della mente
che coglie e afferra
le immagini e colori del mondo.
Ascolta Dorian, se vuoi cercarmi
rivolgiti al suono del vento,
non chiamarmi
ma resta in silenzio
e immagina di stare in mezzo alle parole che non ci siamo detti.

Oh mio amico
quanto vorrei che tu fossi davvero vicino a me
per raccontarti una storia,
invece mi lamento e mi accontento di quelle immagini che ti somigliano.

Rivivo nella mia stanza piena di calore
i momenti passati insieme,
mi rattristo perché sono passati in fretta.

Mi commuovo e mi felicito
Perché il vero Dorian
sono proprio io.