Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (1791)

18.05.2020

Di Olympe de Gouges 


I DIRITTI DELLA DONNA.


Uomo, sei capace d'essere giusto? È una donna che ti pone la domanda; tu non la

priverai almeno di questo diritto. Dimmi? Chi ti ha concesso la suprema autorità di

opprimere il mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno? Osserva il creatore nella sua

saggezza; scorri la natura in tutta la sua grandezza, di cui tu sembri volerti

raffrontare, e dammi, se hai il coraggio, l'esempio di questo tirannico potere. Risali

agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte

le modificazioni della materia organizzata; e rendi a te l'evidenza quando te ne offro i

mezzi; cerca, indaga e distingui, se puoi, i sessi nell'amministrazione della natura.

Dappertutto tu li troverai confusi, dappertutto essi cooperano in un insieme

armonioso a questo capolavoro immortale. Solo l'uomo s'è affastellato un principio

di questa eccezione. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo

illuminato e di sagacia, nell'ignoranza più stupida, vuole comandare da despota su un

sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della

rivoluzione, e reclama i suoi diritti all'uguaglianza, per non dire niente di più.

PREAMBOLO

Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi

costituire in Assemblea nazionale. Considerando che l'ignoranza, l'oblio o il

disprezzo dei diritti della donna sono le cause delle disgrazie pubbliche e della

corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i

diritti naturali, inalienabili e sacri della donna, affinché questa dichiarazione,

costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i

loro diritti e i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere

degli uomini, potendo essere paragonati ad ogni istante con gli scopi di ogni

istituzione politica, siano più rispettati, affinché le proteste dei cittadini, fondate

ormai su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre al mantenimento

della Costituzione, dei buoni costumi, e alla felicità di tutti. In conseguenza, il sesso

superiore sia in bellezza che in coraggio, nelle sofferenze della maternità, riconosce e

dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell'essere supremo, i seguenti Diritti della

Donna e della Cittadina.

ARTICOLO PRIMO

La Donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell'uomo. Le distinzioni sociali

possono essere fondate solo sull'utilità comune.

ARTICOLO II

Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e

imprescrittibili della Donna e dell'Uomo: questi diritti sono la libertà, la proprietà, la

sicurezza e soprattutto la resistenza all'oppressione.

ARTICOLO III

Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione, che è la

riunione della donna e dell'uomo: nessun corpo, nessun individuo può esercitarne

l'autorità che non ne sia espressamente derivata.

ARTICOLO IV

La libertà e la giustizia consistono nel restituire tutto quello che appartiene agli

altri; così l'esercizio dei diritti naturali della donna ha come limiti solo la tirannia

perpetua che l'uomo le oppone; questi limiti devono essere riformati dalle leggi della

natura e della ragione.

ARTICOLO V

Le leggi della natura e della ragione impediscono ogni azione nociva alla

società: tutto ciò che non è proibito da queste leggi, sagge e divine, non può essere

impedito, e nessuno può essere obbligato a fare quello che esse non ordinano di fare.

ARTICOLO VI

La legge deve essere l'espressione della volontà generale; tutte le Cittadine e i

Cittadini devono concorrere personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, alla

sua formazione; esse deve essere la stessa per tutti: Tutte le cittadine e tutti i

cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, devono essere ugualmente ammissibili ad

ogni dignità, posto e impiego pubblici secondo le loro capacità, e senza altre

distinzioni che quelle delle loro virtù e dei loro talenti.

ARTICOLO VII

Nessuna donna è esclusa; essa è accusata, arrestata e detenuta nei casi

determinati dalla Legge. Le donne obbediscono come gli uomini a questa legge

rigorosa.

ARTICOLO VIII

La Legge non deve stabilire che pene restrittive ed evidentemente necessarie, e

nessuno può essere punito se non grazie a una legge stabilita e promulgata

anteriormente al delitto e legalmente applicata alle donne.

ARTICOLO IX

Tutto il rigore è esercitato dalla legge per ogni donna dichiarata colpevole.

ARTICOLO X

Nessuno deve essere perseguitato per le sue opinioni, anche fondamentali; la

donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere ugualmente il diritto di salire

sulla Tribuna; a condizione che le sue manifestazioni non turbino l'ordine pubblico

stabilito dalla legge.

ARTICOLO XI

La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più

preziosi della donna, poiché questa libertà assicura la legittimità dei padri verso i

figli. Ogni Cittadina può dunque dire liberamente, io sono la madre di un figlio che

vi appartiene, senza che un pregiudizio barbaro la obblighi a dissimulare la verità;

salvo rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

ARTICOLO XII

La garanzia dei diritti della donna e della cittadina ha bisogno di un particolare

sostegno; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti, e non per l'utilità

particolare di quelle alle quali è affidata.

ARTICOLO XIII

Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese dell'amministrazione, i

contributi della donna e dell'uomo sono uguali; essa partecipa a tutte le incombenze,

a tutti i lavori faticosi; deve dunque avere la sua parte nella distribuzione dei posti,

degli impieghi, delle cariche delle dignità e dell'industria.

ARTICOLO XIV

Le Cittadine e i Cittadini hanno il diritto di constatare personalmente, o

attraverso i loro rappresentanti, la necessità dell'imposta pubblica. Le Cittadine non

possono aderirvi che a condizione di essere ammesse ad un'uguale divisione, non

solo dei beni di fortuna, ma anche nell'amministrazione pubblica, e di determinare la

quota, la base imponibile, la riscossione e la durata dell'imposta.

ARTICOLO XV

La massa delle donne, coalizzata nel pagamento delle imposte con quella degli

uomini, ha il diritto di chiedere conto, ad ogni pubblico ufficiale, della sua

amministrazione.

ARTICOLO XVI

Ogni società nella quale la garanzia dei diritti non sia assicurata, né la

separazione dei poteri sia determinata, non ha alcuna costituzione; la costituzione è

nulla, se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione, non ha

cooperato alla sua redazione.

ARTICOLO XVII

Le proprietà appartengono ai due sessi riuniti o separati; esse sono per ciascuno

un diritto inviolabile e sacro; nessuno ne può essere privato come vero patrimonio

della natura, se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, l'esiga in

modo evidente, a condizione di una giusta e preliminare indennità.