RACCONTO BREVE 4

Di Enrico Papaccio

Impossibile!- gridò l'uomo al signore che lo fissava.

Impossibile!? - gli gridò di rimando il signore - ma come può dire che è impossibile se glielo sto dicendo? Le assicuro che le cose sono andate così eccome!

Eppure l'uomo non poteva proprio credergli. Dopotutto, non era poi una cosa tanto normale. E se non è normale, il novantanove per cento delle volte non è nemmeno vero.

Impossibile! Io non le credo e se proprio vuole che le creda, lo dimostri! -

Dimostrarglielo? E come vuole che glielo dimostri? -

Beh - disse l'uomo, convinto d'aver trovato il modo di zittire il signore - se è vero come dice, potrà pur dimostrarmelo. Dopotutto, non è poi una cosa tanto normale -

Normale - disse sprezzante il signore - sa Lei ora cosa è normale e cosa no. Io le sto dicendo che le cose sono andate proprio nel modo che le ho raccontato. E se non vuole credermi, sa che le dico? Non mi creda!

E così dicendo prese il suo ombrello e se ne uscì dal bar senza nemmeno salutarlo.

L'uomo, confuso, per un attimo pensò perfino d'uscire dal bar per inseguirlo. Per dirgliene quattro. Per dirgli che non gli credeva. Che era impossibile. Ma alla fine decise di mandare ogni cosa a farsi benedire, che l'impossibile, novantanove volte su cento, è proprio decisamente impossibile.

Il giorno subito appresso l'uomo tornò al bar di buon mattino, come faceva tutti i giorni, per buttarci l'intera giornata. Salutò chi doveva salutare, ordinò da bere, e zitto zitto, come faceva tutti i giorni, si mise in attesa dell'ora di pranzo.

Ma appena al terzo bicchiere, il signore del giorno prima era di nuovo lì che lo fissava.

È ancora convinto che è impossibile? - gli domandò dopo averlo squadrato per benino per qualche minuto, con ancora l'ombrello gocciolante fra le mani.

Dice a me? - rispose l'uomo al signore fingendo platealmente di non riconoscerlo, così, per superiorità acquisita.

È ancora convinto che è impossibile? - di nuovo domandò all'uomo il signore, questa volta facendosi sfuggire un sorriso maligno. Aveva qualcosa in mente e stava per scaricarla come una mitragliata.

Io, mio bel signore, non solo ne son convinto - disse l'uomo - io lo so, e se son nel torto, la mia mia proposta di ieri è ancora valida: me lo dimostri!

Ah! - gridò il signore soddisfatto fin nel midollo - e io glielo dimostro!

L'uomo parve sorpreso, non se lo aspettava, ma non era disposto ad ammetterlo. Ormai era una sfida. E una sfida, si sa, o si vince o si perde.

Vuole dimostrarmelo? - lo provocò l'uomo, - e sia, prego prego.. l'ascolto -

Il signore divenne tutto rosso, ma rosso rosso che pareva scoppiare da un momento all'altro come un vulcano impazzito.

e.. e.. e certo che glielo dimostro! Venga con me! -

co.. con lei? - s'impaurì l'uomo - ma dove? Non vede che piove? -

Il signore aveva però l'aria di uno che non ammette repliche.

Vuole che glielo dimostro? - disse secco il signore davanti a tutti - se veramente lo vuole, mi segua. - e dopo averlo detto, uscì dal bar esattamente allo stesso modo del giorno appresso cosicché l'uomo, se non voleva far la figura del fanfarone che sfida e poi si tira indietro, doveva per forza prender cappotto ed ombrello ed uscir nel temporale per inseguire il signore.

Il tempo fuori era così maledetto che perfino l'aria ti bagnava. Perfino a respirare ti sembrava di bagnarti. Pioveva da giorni e da giorni le fogne avevano smesso di fare il loro mestiere. Le strade erano torrenti d'acqua. Una vera stramaledetta idea quella di fare una passeggiata. Una vera, stramaledetta, indecente, stupida idea.

Si può sapere dove mi porta? - urlava più forte della pioggia l'uomo al signore per farsi sentire.

Il signore però lo ignorava e continuava a camminare, voltandosi solamente di quando in quando per esser certo che non smettesse di seguirlo e per lanciargli uno sguardo di sfida.

Non manca molto - disse tutto d'un tratto il signore all'uomo - prima però deve fare una cosa per me -

Per lei? - si sbalordì l'uomo, ché certamente credeva il signore un pazzo già da chissà quanto tempo, ma fino a quel punto.. - che dovrei fare? - domandò tanto per sapere, non certo perché intenzionato a farlo veramente.

Lo vede quel negozio? Quello lì, con la vetrina verde.. -

Ma quale? Il negozio di scarpe? -

Si, si.. quello, il negozio di scarpe con la vetrina verde. Entri e compri un paio di stivali taglia uomo, e porti lo scontrino mi raccomando -

Un paio di stivali? Ma lei è serio? -

È ancora convinto che è impossibile? -

Ma cosa c'entrano un paio di stivali? -

Ora non ho tempo per spiegarle. Ha detto che vuole permettermi di dimostrarle che quanto le ho raccontato è accaduto per davvero. Lo ha detto? -

Ma veramente -

Lo ha detto? -

... -

Lo ha detto? -

Si -

Vada in quel negozio e compri un paio di stivali taglia uomo -

L'uomo borbottò qualcosa, ma alla fine attraversò la strada cercando di non annegare in quel mare di pioggia.

Un paio di stivali taglia uomo.. - si lamentava da solo sotto l'ombrello - che diamine vuol dire un paio di stivali taglia uomo.. -

Entrando nel negozio un grazioso campanellino d'orato appeso alla porta tintillennò e gli si fece avanti il proprietario. Si stringeva le mani e sorrideva pronto a servirlo, tanto che l'uomo per un attimo parve riconsiderare l'idea che entrare nel negozio fosse stata poi una così brutta idea. Faceva un bel calduccio e il proprietario pareva proprio quel tipo di persona pronta ad offrirti tè e biscotti pur di farti sentire a casa.

Buongiorno - disse l'uomo, leggermente imbarazzato - ecco, vede... ora non sto a spiegarle tutta la storia, ma lo vede quel signore lì fuori sul marciapiede dall'altra parte della strada? -

Quello? - disse il proprietario asciugando la condensa sulla sua vetrina con la mano e guardando attraverso il cerchio disegnato.

Si, quel signore -

Lo vedo, lo vedo. E... -

Ecco, vede... quel signore mi ha pregato di entrare nel suo negozio e di comprare un paio di stivali taglia uomo.. -

E ha fatto bene il signore. Ha fatto decisamente bene.. ma, perché non entra e se ne sta lì fuori con questa pioggia infernale? -

Gliel'ho detto, è una storia lunga.. insomma, li ha questi stivali? -

Taglia uomo, ha detto eh? - chiese il proprietario leggermente accigliato infilandosi fra gli scaffali di scatoloni e scatolette - mi faccia vedere.. taglia uomo, taglia uomo.. -

In quel momento entrò nel negozio una signora bagnata fradicia. Con lei, bagnati fradici come lei e più di lei, un cagnolino e un bambinetto. Quest'ultimo, a vederlo, poteva essere il figlio o il nipote della signora. Per quel che riguarda il cagnolino, non potrei giurarci, ma dava proprio l'impressione d'aver convinto la signora a prenderlo con sé forse una decina di minuti prima dopo averlo tirato fuori da una pozzanghera.

Mi dia il numero che vuole... - disse l'uomo al proprietario cercando di cavarsi d'impiccio il più in fretta possibile.

Vuole la taglia uomo o vuole un numero a caso? - chiese il proprietario seccato, guardando la signora che nel frattempo cercava inutilmente di non allagare il negozio.

L'uomo pagò gli stivali taglia uomo con tutti i soldi che aveva in tasca, comprese le monetine. E mentre riattraversava la strada riparandosi sotto l'ombrello come se dal cielo cascassero migliaia di migliaia di minuscole bombe atomiche, guardando il signore che lo fissava dall'altra parte del marciapiede, pensò che forse stava diventando scemo. Che mai nessuno di normale comprerebbe un paio di stivali taglia uomo solo perché ad ordinarglielo è stato un uomo che gli ha promesso di dimostrargli l'impossibile.