Tutte le volte che non ti ho amato

07.12.2020

Di Daniele Cesaretti


L'acerba frutta settembrina

i pomodorini secchi abbandonati

il bramito dei caprioli

qua sotto nei vicini campi

e il salnitro in cantina odora

del timido bagliore lunare che

penetra spicchiando la trapunta

le briciole del tavolo abitano il tavolo

il tuo maglione di ciniglia

indisturbato dorme sulla sedia

si culla una treccia d'aglio

nel chiarore della cucina opaca

la tazza vestita di calda ceramica

dove trova rifugio l'assopito filtro

enfio come le promesse riposte

nel fusiforme vaso cotto

tanti steli si curvano lì vinti

la polvere si compone soffice

tra gli scaffali levigati

alla stregua degli errori

tra minuti magramente imitati

il tappo di sughero digerito

dal gres rosso sul balcone

e la finestra parla con le stelle

sopra, là, altrove,

dove questo immenso cielo

resta

per tutte le volte che non ti ho amato.